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Per sviluppare quest'attività, ho immaginato schede che ho chiamato “Botta e risposta”. Le schede contengono domande le cui risposte sono in parte tratte dal Primo Dialogo (pista 5), oltre ai dati personali degli studenti, e usano le tre persone singolari dei verbi più usati nell'ascolto.



Il professore le “insegna” a un gruppetto di studenti, che diventano responsabili di insegnarle a loro volta agli altri compagni. Se il gruppo è piccolo, si può fare a circolo.

L'attività può essere anche proposta come “sfida”: uno dice la “botta”, e l’altro deve cercare di dire la “risposta”. Se non la sa, l’altro gliela fa ripetere fino a che la impara prima di fargliela vedere (molto importante).
Si chiariscono, se ci sono, dubbi sul significato. Poi tocca al compagno. Una volta finito, si scambiano le schede (molto importante).
L’idea è poter dire tutte le “risposte” senza aiuto.
Un'altro modo per svolgere l'attività è separare le domande dalle risposte, e darne tra 5 e 10 ad ogni gruppo, perché le abbinino.
Alla fine, l’insegnante chiede loro cose tipo “quali sono le prime tre persone del verbo “avere”, che significa “tener”? o “Come si chiede di confermare la città dove va l’interlocutore?”. Le schede sono tante, 64 (ognuno sceglie quelle che gli pare, in base al gruppo, al tempo, ecc.).
Ne esiste anche una versione online: Botta e Risposta. Può essere usata, oltre che come ripasso solitario, anche come attività a lezione, facendo scrivere la risposta ritenuta giusta da diversi gruppi, separatamente, prima di voltare la scheda per controllare. In questo modo si può fare una vera e propria gara.




Inoltre ho fatto anche un set di schede online per ripassare la prima parte del primo dialogo: Primo Dialogo “a rana”.
Dalla trascrizione della prima parte del primo dialogo ho estratto tutti gli elementi linguistici che mi sono sembrati “notevoli”, non immediatamente comprensibili per gli ispanofoni, e che normalmente sono stati commentati (forse non tutti) a lezione.
Lo studente vede sulla prima scheda una frase inconclusa.
Ascoltando o no, a scelta (ma l'ideale è arrivare a farlo senza ascoltare), lo studente la deve completare.
Come guida, se non se la ricorda (evidentemente non si esige che impari il dialogo a memoria :-), ho messo sul retro della scheda la parola o frase mancante in spagnolo.
Questo li deve anche aiutare a riflettere sulle differenze tra il modo di dire le cose nelle due lingue.
In ogni caso, lo studente non è obbligato a voltare la scheda. Anzi, l'ideale è che non la debba voltare per completare la frase e “saltare” alla frase seguente e al prossimo spezzone da completare.
Se inteso in questo modo, l'esercizio non è contrastivo e può essere utile a qualsiasi studente.


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