Una mail




DA
L’esercizio proposto è venuto benissimo, ed è stata una scusa eccellente per creare un “compito collaborativo”. 
Ogni studente scrive una lettera sul modello di quella presentata nel libro, e io la do a un compagno. 
A casa, ogni sudente trascrive al pc, fedelmente, la lettera del compagno, senza il nome.
Ha il compito di cercare di trovarne gli errori, e di segnalarmeli, mettendo tra parentesi quella che crede sia la parola giusta, e ogni altro commento pertinente. Gli chiedo, cioè, di mettersi "nei miei panni". 
Inoltre, deve scrivere la risposta.
Poi mandarmele entrambe.
Io le correggo e le metto sul blog (o le stampo e le riconsegno in classe). 

Ogni studente deve andare a cercare la trascrizione che ha fatto il suo compagno della sua risposta, e vedere lì i suoi errori. 
La classe ha creato così una “batteria” di “lettere di richiesta d’informazioni” e risposte. Gli studenti che non sono venuti a lezione hanno potuto consultare il documento e fare la propria redazione (lettera e risposta).

Questa “scrittura interattiva” serve a renderli consapevoli che “sanno qualcosa”, e quindi sono in grrado di correggere i compagni, o almeno provarci. Questo dovrebbe stimolarli anche a vedere le proprie redazioni future con occhi un po’ diversi: devono essere chiare, leggibili, e logiche.

L’osservazione da parte mia delle correzioni che fanno - o non fanno - ai compagni mi dice molto della loro personalità come studenti e delle loro capacità. 

In corsi successivil, l’attività è stata proposta sul blog, ma sembra che il metodo più efficace sia quello di far fare la prima lettera a lezione, e poi che la copino (con gli errori del compagno) e me la mandino per posta insieme alla loro risposta.

Qui una spiegazione un popiù dettagliata sull’ultima versione dell’attività.



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